Cenni storici

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Cenni storici

   Il territorio della Valcalepio si inserisce nel più ampio e ricco panorama della città e provincia di Bergamo, che si estende dalla pianura padana sino al versante meridionale delle Alpi Orobie (Pizzo Coca  3.052 m.), tra i fiumi Adda ad Ovest ed Oglio ad Est (sponda occidentale del Lago d’Iseo) ed abbraccia le Prealpi Bergamasche, con le ampie valli: Brembana, Seriana, Imagna, Serina e Cavallina .

   Nel cuore di questo territorio eterogeneo c’è la città di Bergamo (m.249 ab.117.193) abitata da antichissime popolazioni celtiche, dalle quali deriva il nome berg-hem  “casa sul monte” o “città sul colle”, gli Orobii, poi dominata dagli Etruschi ( XI-VI sec. a.C.) e conquistata dai Galli (VI-II sec. a.C.).

   Nel 198 a.C. Bergomum venne sottomessa a Roma divenendo presto municipio: sono dovuti a questo periodo il cardo e decumano individuato tra le vie Gomito e Colleoni e le attuali vie M.Lupo e S.Lorenzo, all’altezza della Torre medioevale, così come la divisione tra civitas sul colle e suburbia nel piano.

   Sede vescovile già dal IV secolo, quando venne creata la Fiera di S.Alessandro nella parte bassa della città (successivamente trasformata dal progetto piacentiniano), fu varie volte saccheggiata nel corso delle invasioni barbariche (Alarico 400, Attila 452), finchè Alboino, re dei Longobardi, non vi fondò un ducato (572).

   Trasformata in sede comitale dai Franchi (816), devastata dagli Ungari, fu retta dai vescovi, quindi divenne libero comune (inizi del XII sec.): epoca  nella quale furono erette le prime mura, il palazzo del Comune e la grande chiesa di S.Maria Maggiore

   Nel 1164 formò con altre città la Lega lombarda contro il Barbarossa, benché tradizionalmente ghibellina, e combattè valorosamente al fianco dei Milanesi a Legnano (1176).

   Dopo il breve dominio signorile di Giovanni di Boemia, dal 1329 con Azzone Visconti,  fu unita alla Signoria di Milano con conseguente edificazione nel 1332 della Cittadella.

   Centro dei dissidi tra i Colleoni, guelfi, ed i Suardi, ghibellini, questi ultimi la cedettero a Pandolfo Malatesta (1408), al quale la ripresero i Visconti con Filippo Maria nel 1419.

   Conquistato dai veneziani il territorio, anche la città si sottomise alla Repubblica (1428) per un lungo periodo che terminerà nel 1797.

   In epoca veneta si provvide dapprima alla creazione delle Muraine, una nuova cinta muraria che cinse anche i borghi esterni alle mura medioevali, si ricostruì il Palazzo comunale (ora della Ragione), si aprirono la piazza Vecchia, in sostituzione di un demolito quartiere medioevale, e una nuova sede per il mercato(ora piazza Mascheroni), inoltre si sistemò l’attuale piazza Pontida con la costruzione dei portici.

   Nel corso del XVI secolo il borgo Pignolo, a mezza strada tra Bergamo alta e bassa, vide la sostituzione dell’edilizia medioevale con i palazzi residenziali della ricca borghesia mercantile e tra il 1560 ed il 1623 si assistette alla costruzione delle mura bastionate che, stringendo città alta in un progressivo isolamento, favoriranno la crescente presenza di attività economiche, con i più sensibili incrementi abitativi, nella parte bassa della città.

  
Capoluogo del Dipartimento del Serio durante il periodo francese, passò all’Austria nel 1814. L’influenza austriaca si vedrà nella creazione dell’attuale viale Vittorio Emanuele (via Ferdinandea 1837), prolungata vent’anni dopo fino alla stazione ferroviaria (1857).

   In seguito Bergamo partecipò attivamente alle lotte per l’indipendenza nazionale con duecento bergamaschi, capitanati da Nullo, al seguito della spedizione garibaldina dei Mille e da ciò venne denominata “Città dei Mille”. 


   Agli inizi del Novecento le Muraine vennero demolite e sostituite dalla Circonvallazione oltre la quale si costruirono il cimitero, l’ospedale, i mercati ed il macello.

   Si ridisegnò anche l’area della Fiera  con un concorso nazionale vinto nel 1907 da Marcello Piacentini: progetto che si completerà negli anni venti e trenta .

   La ricostruzione post-bellica e lo sviluppo successivo sono stati abbastanza equilibrati  con un’espansione nelle aree pianeggianti che ha salvaguardato lo straordinario ambiente dei Colli e del centro storico: oggi uno dei nuclei meglio conservati e vitali nel panorama delle città medie italiane.

 

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   Porta di ingresso in città per chi vi arrivi in autostrada (A4), in ferrovia (linea Milano- Treviglio-Brescia) od in aereo (aeroporto internazionale di Orio al Serio) è il lungo viale che congiunge la città bassa a quella alta.All’altezza di Porta Nuova troviamo il centro vitale di Bergamo Bassa con il Sentierone che si incrocia perpendicolarmente al viale.

   Qui  il complesso di S.Maria alle Grazie con il convento interno, le piazze Vittorio Veneto con la torre dei caduti piacentiniana, i resti del Chiostro di Santa Marta, il teatro Donizzetti e l’imponente sistemazione urbanistica di Marcello Piacentini con piazza Dante, la Banca d’Italia, il Tribunale, il palazzo della Camera di Commercio, il palazzo della Libertà ed il palazzo delle Poste (da vedere i Teleri di Sironi) accolgono il visitatore nella più recente trama urbana.

   Proseguendo dal Sentierone verso via XX Settembre si arriva nel cuore commerciale e nelle vie dello shopping che terminano nella storica piazza Pontida limite settentrionale del Borgo medioevale di S.Leonardo ed inizio di quello di S.Alessandro.
Qui si incontrano le chiese di S. Leonardo, molto rimaneggiata a partire dal 1200, e di S.Alessandro in Colonna  fondata nel VI secolo, riedificata nel 1500 e nel 1700, con all’interno opere di L.Bassano, Moretto, Romanino e la Deposizione di Lorenzo Lotto.

   Proseguendo verso città alta si raggiunge, dopo via Garibaldi, il complesso di S.Benedetto con la chiesa costruita nel 1516 da Pietro Isabello ed il piccolo chiostro.

   Salendo si arriva al più scenografico accesso a città alta attraverso la Porta di San Giacomo con l’elegante viadotto su grandi archi di pietra e le pittoresche scalette pedonali.

   Imboccando il Sentierone in senso inverso ci si dirige verso la Chiesa di S.Bartolomeo, della prima metà del seicento, con chiostro duecentesco e facciata di imitazione barocca (1897):all’interno tarsie di Fra’ Damiano Zambelli e la Pala Madonna col Bambino e santi di Lorenzo Lotto (1513).

   Proseguendo per via Tasso si incontrano gli eleganti palazzi ottocenteschi della Provincia e Zanchi con i chiostri del convento dei Celestini.

   Interessante per la stratificazione di interventi la facciata della chiesa di S.Spirito di origine trecentesca, trasformata dall’Isabello nel 1530 senza portarla a termine, con altri interventi di G.B.Caniana per la copertura (1730), con all’interno : Madonna in trono con santi ed angeli di Lorenzo Lotto (1521), Polittico del Bergognone ed altro ancora.

   Attraversata via Verdi ci si imbatte nella chiesa di San Bernardino in Pignolo con opere del Talpino, la Madonna col bambino in trono, angeli e santi del 1521 di L. Lotto e nelle vicinanze il  Parco Suardi.

   Salendo verso città alta troviamo bellissimi esempi di palazzi: Martinengo-Colleoni del 1500, Grataroli del 1515, Suardi, Bassi-Ratgheb, Maffeis-De Beni,Cassotti-Mazzoleni, il palazzo dei Tasso, Agliardi e Lupi.

   Nei pressi della manieristica Fontana del Delfino sorge la Chiesa di S.Alessandro della Croce risalente al XVII secolo, con facciata rifatta nel 1930, all’interno della quale ammiriamo opere del Moroni, Palma il Giovane, A.Fantoni, J.Bassano e la Trinità di Lorenzo Lotto del 1524.

   Scendendo per via S.Tomaso possiamo vedere diversi palazzi e palazzetti, tessuto dell’edilizia medioevale, fino al neoclassico palazzo dell’Accademia del 1804-1810.

   Qui trova sede la Pinacoteca dell’Accademia Carrara meta obbligata per l’importanza delle opere contenute: Pisanello, Bellini, Mantegna, Botticelli, Lotto, Raffaello, Tiziano, Canaletto, Guardi, Donatello e Canova tra i principali autori, ma anche Durer, Brueghel e Rubens oltre ai locali Palma il Vecchio, Moretto e Baschenis.

   Di fronte, nel complesso recentemente restaurato dall’architetto V.Gregotti, trova sede la Galleria di Arte moderna e contemporanea con un buon nucleo di opere ed una intensa attività espositiva.

   Scendendo tutta via S.Tomaso si entra nel Borgo storico di S. Caterina ed in direzione dello Stadio si può visitare il Lazzaretto, realizzato fuori dalle quattrocentesche muraine.

   Ritornati alla Fontana del Delfino si sale in città alta attraverso la porta di S.Agostino (con la caratteristica fontana), superando l’imponente complesso del convento omonimo con annessa chiesa (ora sconsacrata ed utilizzata come spazio espositivo), i chiostri e l’ampio parco.

   Le imponenti mura venete cingono tutta la città storica alla quale è possibile accedere da altre due porte, oltre alle già citate: S.Alessandro e Garibaldi.

   Sul percorso delle Mura possiamo notare, oltre alla vista panoramica sulla parte bassa della città, i baluardi di S.Michele con la cannoniera, il baluardo di S.Giovanni e di S.Giacomo e splendidi palazzi nobiliari come il Palazzo Perini e Medolago.

Di fronte al complesso di S.Agostino attraversata la Fara si sale verso Via di Porta Dipinta dove si trova la chiesa di San Michele al Pozzo Bianco, originaria del VIII secolo ed edificata a più riprese fino al novecento, con all’interno un ciclo di affreschi Vita di Maria dovuti al Lotto.

   Più avanti la chiesa di S.Andrea ricostruita da F.Crivelli con opere del Moretto ed una serie di palazzi nobiliari: Moroni, Grumelli – Pedrocca, Pesenti.

   Giunti in piazza Mercato delle Scarpe, punto di arrivo della funicolare da Viale Vittorio Emanuele, si può salire alla Rocca, una fortificazione altomedioevale, in sostituzione del Capitolium romano, iniziata nel 1331, portata a termine dai Visconti e con successivi interventi resa spazio museale e parco pubblico.

   Imboccando via Gombito,decumano della città romana, si arriva, nei pressi della torre duecentesca (54m), all’intersezione con il cardo in un tessuto di edilizia medioevale molto caratteristico che sfocia nello scrigno prezioso della città: piazza Vecchia.

   Qui la qualità urbanistica della piazza supera in valore l’unità stilistica accostando edifici di epoche e stili diversi: il Palazzo Nuovo o Biblioteca A.Mai, realizzato in varie epoche su disegno originale di Vincenzo Scamozzi (nella biblioteca si trovano 500.000 volumi e 1274 incunaboli dei quali una settantina rari), il Palazzo del Podestà costruito dai Suardi nel 1340 con affreschi di scuola bramantesca, il Palazzo della Ragione, portato allo stato attuale da Pietro Isabello nel 1520, la Fontana del Contarini e la torre Campanaria.

   Oltre si incontra una delle più monumentali e belle piazze della Lombardia sulla quale affacciano vari edifici, in primis, il Duomo iniziato su disegno del Filarete nel 1459, modificato nel 1688 da Carlo Fontana e terminato nel 1886: all’interno opere di F.Juvarra, J.K.Sanz, A.Fantoni, Martirio di San Giovanni vescovo di G.B.Tiepolo (1743), G.B.Moroni ed altri.

   La basilica di S.Maria Maggiore, iniziata nel 1157 sul sito di una altra del VIII secolo e portata a termine da Pietro Isabello nel 1521 dopo vari e stratificati interventi, con elementi di sicuro interesse quali all’esterno: i due protiri di Giovanni Da Campione, la sagrestia nuova, l’abside soprattutto mediana  con l’agile giro di arcatelle chiusa in alto da una loggia, la Porta della Fontana dell’Isabello (1521); all’interno: il confessionale barocco intagliato di A.Fantoni del 1704, le meravigliose tarsie lignee realizzate da G. Capoferri e G. e A. Belli disegnate da Lorenzo Lotto (particolarmente interessanti il Passaggio del Mar Rosso, il Diluvio Universale, Giuditta e Oloferne e Davide e Golia) e gli affreschi giotteschi dell’Albero della Vita..

   La Cappella del Colleoni, nata per volere di Bartolomeo Colleoni tra il 1472 ed il 1476 ad opera di Giovanni Antonio Amadeo, è costituita da una aula quadrata per la tomba ed un piccolo spazio per l’altare.

   La facciata è composta da tarsie policrome e decorazioni in marmo che attingono liberamente al repertorio rinascimentale e medioevale  ed è arricchita da numerosi interventi plastici: medaglioni, colonnine e lesene scolpite, busti, figure e nel basamento formelle con scene del Vecchio Testamento e storie di Ercole.

   Nell’interno, oltre alle tombe del Colleoni e della figlia Medea, si possono ammirare gli affreschi di G.B.Tiepolo del 1733 ispirati alla vita di S.Giovanni Battista e le tarsie di G.Caniana .

   Il Battistero del 1340, opera di Giovanni da Campione, sorge di fronte al Duomo nel contesto del Palazzo del Vescovado.

   Il complesso monumentale è completato dal poco distante Fontanone visconteo del 1342 e dal sovrastante Palazzo dell’Ateneo.

   Scendendo verso piazza Mercato delle scarpe si giunge alla casa dell’Arciprete con una raffinata facciata rinascimentale realizzata da Pietro Isabello nel 1520.

   Sul fronte opposto della basilica di S.Maria si apre piazza Rosate con il neoclassico palazzo del Liceo Sarpi opera di F.Crivelli, la via Arena con il Convento Benedettino di S.Grata ed il Palazzo della Misericordia Maggiore, sede del Civico Istituto Musicale e del Museo Donizzettiano.

   Oltre si arriva al recente complesso del Seminario Vescovile costruito negli anni sessanta del novecento.

   Scendendo per via Salvecchio si incontrano il neoclassico palazzo Grumelli-Pedrocca opera di L.Pollack e la chiesa di S.Salvatore con affreschi del Tiepolo.

   Ritornati su via Colleoni in direzione di Piazza Vecchia troviamo il Teatro Sociale realizzato nel 1803-1806 su progetto di L.Pollack: con il rifacimento del tetto è divenuto da  smunta reliquia del passato forte spunto di suggestione spaziale utilizzabile per eventi espositivi.

   Quasi di fronte allo sbocco su via Colleoni si vedono il Luogo Pio della Pietà e l’ex convento di S.Agata; in direzione opposta la chiesa del Carmine con rifacimenti nel 1451 e 1730 ad opera del Caniana e la piazza Mascheroni, ex sede del Mercato ed ora contornata da bei palazzi.


  
 In successione si incontra la Cittadella fortificata per volere di Bernabò Visconti nella seconda metà del XIV secolo e, dopo successivi interventi, oggi sede del Museo civico di Scienze Naturali e del Museo Archeologico.

   Oltrepassata la torre di Adalberto si giunge in largo Colle Aperto dove sono visibili da lontano le polveriere ed attraverso la porta di S.Alessandro si sale verso il punto più affascinante e panoramico della città: San Vigilio.

   Qui si può arrivare anche con la funicolare e si visita il cosiddetto Castello, una roccaforte difensiva di cui restano le spesse mura e quattro torri cilindriche: la spianata superiore è parco pubblico.

   Scendendo dalla citata porta si incontra Borgo Canale con la chiesa di S.Grata inter Vites rifatta nel 1700 con sei interessanti tempere di soggetto macabro di P.V.Bonomini e di fronte alla facciata l’imponente scalone di S.Gottardo.

   Da qui può essere interessante proseguire per passeggiate a piedi nel Parco dei Colli che riserva spazio verde ed interessanti opere architettoniche come il Monastero di Astino ed altro ancora.

 

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   Nei dintorni di Bergamo meritano una visita: il polittico di Lorenzo Lotto nella parrochiale dei S.S. Vincenzo e Alessandro a Ponteranica, la Villa Caroli-Zanchi e il Palazzo Moroni a Stezzano, a Ponte S.Pietro la villa Mapelli Mozzi attribuita a G.Mainoni da Ponte, a Seriate la villa Ambiveri, a Ranica la villa Camozzi-Vertova .

  
Nelle Valli occidentali: il chiostro superiore dell’Abbazia di Pontida, il Santuario della Madonna del Castello ad Almenno S. Salvatore, S.Tomè ad Almenno S.Bartolomeo, il Ponte Medioevale a Clanezzo, la gola dell’Enna in Val Taleggio, l’orrido di Bracca, la Parrocchiale di Sedrina con la Madonna in gloria e santi di Lorenzo Lotto, gli edifici delle terme e del casinò liberty a San Pellegrino, la Parrochiale di Dossena con la Decollazione del Battista di Paolo Veronese, il centro storico di Cornello.

   Nella pianura tra Adda e Serio: il ponte  di Paderno a Calusco,il villaggio patrimonio dell’umanità per l’Unesco di Crespi d’Adda con l’archeologia industriale, il traghetto leonardesco di Imbersago, le centrali idroelettrice di Calusco d’Adda, il campanile rotondo del Cagnola e la Rocca di Urgnano, il Castello Visconteo di Brignano Gera d’Adda, la parrocchiale di Caravaggio con gli affreschi di Bernardino Campi e il Santuario Mariano di Caravaggio, la collegiata di S.Martino a Treviglio con Madonna e santi di B. Butinone  e B. Zenale.

   Nelle valli orientali: il pulpito di A.Fantoni e le sagrestie nella basilica di S.Martino ad Alzano Lombardo, la basilica di S.Maria Assunta a Gandino con gli arazzi ed i paramenti sacri dell’annesso Museo, le cascate del Serio, gli affreschi nell’Oratorio dei Disciplini a Clusone, il gruppo dolomitico della Presolana, l’oasi naturale della Valpredina a Cenate Sopra, le storie di S.Barbara affrescate da Lorenzo Lotto nell’oratorio della villa Suardi a Trescore Balneario e il Castello Suardo a Bianzano. 


  
Nella Val Calepio e Lago d’Iseo: il Castello Camozzi-Vertova di costa di Mezzate con lo splendido giardino all’italiana, il ciclo di affreschi di Lorenzo Lotto nella chiesa di San Giorgio a Credaro, gli affreschi del Romanino conservati nella casa Bondurri a Villongo, gli episodi del liberty di Sarnico ed in particolare la villa Flaccanoni opera del Sommaruga, la Madonna in trono con Bambino, santi, dame e cavalieri del Romanino nella Parrocchiale di Tavernola Bergamasca, i bogn di Zorzino e Castro, la Valle del Freddo a Solto Collina e la Madonna col Bambino di Jacopo Bellini alla accademia Tadini di Lovere.

  
Nella pianura tra Oglio e Serio: il Castello di Malpaga con opere del Fogolino e la battaglia della Riccardina del Romanino, il castello di Cavernago, la parrocchiale di S.Lorenzo a Ghisalba opera del Cagnola, a Calcinate la parrocchiale di S.Maria Assunta realizzata su disegno di F.Juvarra dal 1715, la rocca e la parrocchiale di Romano di Lombardia.

 

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   Le località termali: in primis la famosissima San Pellegrino con l’acqua minerale conosciuta in tutto il mondo, le Terme di Trescore Balneario e Zandobbio con le acque sulfuree più ricche in Italia di idrogeno solforato, le Terme di S.Omobono Imagna, di Gaverina e di Bracca.

   Le aree naturali oltre al Parco dei Colli,delle Orobie bergamasche,del Serio e  dell’Adda Nord le già citate Valle del Freddo e Valpredina.


  
Le aree speleologiche come la Tomba dei Polacchi (Rota Imagna), la grotta Europa (Bedulita) e la grotta dei Tacoi a Gromo.

  
Le aree per attività sportive: da quelle sciistiche come Foppolo, Carona, S.Simone e La Presolana; a quelle escursionistiche attraverso i boschi di faggio e di castagno delle parti più basse, passando agli abeti e larici delle quote più alte per giungere agli ampi pascoli delle cime dove lo sguardo può spaziare lungo le pendici ricche di acqua e i laghetti pittoreschi.

   Vero paradiso per gli appassionati, tutte le parti alte della valle Brembana e Seriana con tipici paesaggi montani e piccoli paesini.

   Affascinanti, soprattutto, le passeggiate lungo il sentiero dei Minatori (partenza ed arrivo al rifugio Cimon della Bagozza a Schilpario) e lungo il sentiero naturalistico Curò (partenza ed arrivo a Paghera di Schilpario) in Val di Scalve.

   Di grande interesse paesaggistico sono anche gli itinerari della storica via Priula in Val Brembana e quello che ha come meta la conca del piccolo laghetto di Coca in Valle Seriana, conosciuta come Conca dei Giganti:è consigliabile la visita in occasione dell’apertura della cascate del Serio (metà luglio e metà agosto: partenza e arrivo a Valbondione).

   Alle attività golfistiche sono dedicati i tre complessi dell’Albenza, della Rossera  e del Parco dei Colli.

   Le attività acquatiche hanno come naturale sfogo i bacini d’acqua del lago di Endine e del Lago d’Iseo.

 

 

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