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Cenni
storici
Il
territorio della Franciacorta si inserisce nella provincia più
vasta della Lombardia, che si estende dall’Adamello (3554m) a Nord alla pianura Padana a Sud e
dalla sponda orientale del Lago d’Iseo alla riva occidentale
del Lago di Garda ad est, comprendendo le ricche vallate
dell’Oglio ( Val Camonica), del Mella (Val Trompia) e del
Chiese (Val Sabbia).
In posizione mediana sorge la città di
Brescia (m 149 ab. 190.208) fondata dai Galli Cenomani nel VI
secolo a.C. . Dopo la sottomissione ai Romani (225 a.C.),
Brixia, importante base di penetrazione nella Gallia
Traspadana, nell’89 a.C. divenne colonia latina e definì il
suo assetto urbanistico a partire dalla sistemazione
dell’area rettangolare del Foro.
Già nel I sec. d.C. raggiunse una
specializzazione metallurgica e nel II secolo furono costruiti
i monumenti ancora oggi visibili. In seguito, alla decadenza
di Roma, divenne sede di ducato longobardo (650) e fu spostato
il centro nelle attuali piazza della Vittoria e della Loggia.
Fu libero Comune nel 1120, aderì alla Lega Lombarda nel 1167,
aprì una Zecca e costruì nuove mura, oltre quelle romane,
nel 1186-87.
Cinquant’anni dopo le mura si
allargarono di nuovo a testimonianza di una notevole crescita
economico-demografica e si edificò il Broletto. Nel 1258 la
città venne espugnata da Ezzelino da Romano e si alternarono
varie Signorie: prima il vescovo Maggi, poi gli Scaligeri nel
1331, ed infine i Visconti nel 1337 che costruirono la
Cittadella e le mura che congiungono il Castello al forte
della Garzetta, con il breve intermezzo di Pandolfo Malatesta
dal 1404 al 1420.
Nel 1428 Brescia come Bergamo venne
assegnata dalla Pace di Ferrara alla Repubblica Veneta
dominio che durò, a parte l’intermezzo francese del
1503-13, per oltre tre secoli e mezzo.Lo sviluppo, favorito
dall’equilibrio politico e dalle strategie dei Veneziani,
orientate verso l’industria delle armi e dei tessuti, portò
Brescia ad avere 65.000 abitanti alle soglie del 1505.
Sul piano urbanistico il più
significativo intervento fu la costruzione della piazza Nuova,
oggi della Loggia, e di nuove mura sul tracciato di quelle
medioevali (demolite per far posto a giardini e viali in epoca
napoleonica). La peste del 1630 ridusse la popolazione a
13.000 abitanti e le tasse imposte dai veneziani frenarono la
città che nel 1797 venne assegnata dal trattato di
Campoformio all’Austria. Brescia si rivoltò proclamandosi
Repubblica e, confluendo prima nella Repubblica Cisalpina e
poi nel Regno Napoleonico d’Italia (1805), divenne
capoluogo del Mella. Il breve periodo francese lascerà il
segno per la demolizione delle Mura e per l’istituzione
della Commissione di Ornato che regolerà tutta
l’architettura successiva.
Nel 1815 la città tornò all’Austria e,
successivamente, nel 1849 contribuì fortemente al
risorgimento nazionale con le famose Dieci giornate, che le
meritarono il titolo di “Leonessa d’Italia”. Dopo
l’Unità d’Italia (1861) lo sviluppo economico divenne più
rapido ed urbanisticamente fu riorganizzata durante il
ventennio fascista, con l’adozione del piano regolatore di
Marcello Piacentini (1926-32) ed il profondo intervento
operato in piazza della Vittoria. Negli
anni successivi ci sono state importanti manomissioni del
patrimonio urbano, al quale solo ai giorni nostri si guarda
con maggiore rispetto.
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Da
visitare a Brescia
Arrivati
a Brescia dall’autostrada
A4, tramite la ferrovia (Milano- Brescia) o tramite
l’aeroporto di Montichiari si può cominciare a visitare il
centro storico partendo dal cosiddetto sistema delle tre
piazze: Vittoria, della Loggia e Paolo VI.
Piazza della Vittoria, aperta su un
preesistente quartiere medioevale, presenta i canoni
dell’architettura piacentiniana nel palazzo delle Poste (sul
cui fianco sinistro si vede un edificio del 1500 con affreschi
di Lattanzio Gambara) e nell’Arengario, realizzato in pietra
rosa di Tolmezzo e decorato con rilievi di A.Maraini.
Nelle vicinanze troviamo la chiesa di
S.Agata costruita nel 1438-72 con bel portale ed opere di
A.Bembo.
Procedendo, in successione, si incontra
piazza della Loggia organizzata dal 1400 sul luogo del mercato
medioevale e completata nel 1600 con una certa unità di
stile: furono mantenuti sia i rapporti modulari tra i volumi
degli edifici, sia la relazione 1 a 2 tra le lunghezze dei
lati della piazza.
Sorse così una delle più belle piazze
del Rinascimento Lombardo con l’edificio principale della
Loggia sul lato breve ad ovest, affiancato a destra dal
Palazzo notarile (XVI sec) e a sinistra dalla quattrocentesca
Casa Vender.
Il lato meridionale è definito dal Monte
di Pietà, mentre ad est la piazza è chiusa da un edificio a
due piani con portici di ordine ionico realizzato da Pier
Maria Bagnadore, su disegno di L.Beretta, che
ingloba la torre dell’orologio.
La Loggia è oggi palazzo del Comune: la
costruzione iniziò nel 1492 sotto la direzione di Filippo
de’Grassi, riprese nel 1516, dopo un’ interruzione, e
venne completata nel 1574 ad opera di L.Beretta.
Il Monte di Pietà si presenta diviso in
due parti collegate da un passaggio ad arco: il Vecchio Monte
è opera di F.De’Grassi (1484-89), mentre il Nuovo di Pier
Maria Bagnadore (1597-1600).
Ancora avanti e si incontra piazza Paolo
VI, già piazza del Duomo, dove, sul lato orientale,
prospettano gli edifici più importanti della Brescia
medioevale: il Broletto e la Rotonda con il più recente Duomo
nuovo (di interesse anche il palazzo dei Camerlenghi).
La Rotonda è il principale edificio
romanico della città, costruita nel XI secolo su un
preesistente edificio del VI secolo, contiene opere del
Moretto, del Civerchio, di F.Maffei e la cripta di S.Filastrio
del XI secolo con parti del IX secolo.
Il Duomo Nuovo, costruito in tre secoli
dal XVII al XIX ad opera di L.Beretta, G.B.Lantana, Biasio e
G.B. e A. Marchetti, si fonda su preesistenze paleocristiane,
mentre la cupola di gusto tardorinascimentale venne disegnata
dal Cagnola e conclusa nel 1825 da R.Vantini.
L’interno neoclassico, a croce greca,
presenta opere di Moretto, Palma il Giovane, Romanino.
Il Broletto, eretto in forme gotiche tra
il 1223 ed il 1298, subì aggiunte dai Visconti, da Pandolfo
III Malatesta e dai veneziani e vi si possono vedere oltre la
torre del Popolo e l’ inglobata facciata superstite in cotto
della chiesa di S.Agostino, anche il cortile con due lati
porticati a sesto acuto.
Nelle vicinanze si trova la Biblioteca
Queriniana con
400.000 volumi, 1000 incunaboli, 5000 autografi, 2000
manoscritti e molti codici miniati tra cui un Evangelario del
V secolo.
Adiacente alla biblioteca
sorge il palazzo vescovile molto rimaneggiato nel corso
del tempo con una Madonna col Bambino e S.Lorenzo Giustiniani
del Moretto.
Proseguendo verso il colle Cidneo,
troviamo via dei Musei con la suggestiva piazza Tito Speri e
la omonima galleria che sottopassa la zona collegando i
moderni quartieri settentrionali al centro cittadino.
Qui oltre agli austeri palazzi della
aristocrazia bresciana dei secoli XVI e XVIII si trova il
Monastero di S.Salvatore fondato nel 753 da Ansa, moglie di
Desiderio, per
secoli centro
della vita cittadina: soppresso nel 1797 è sede del Museo
della Città. Limitrofa la chiesa di S. Salvatore, eretta nel
VIII secolo sempre per volere di Desiderio, è una delle
principali opere del primo medioevo in alta Italia. Privata
della facciata e dell’abside si presenta come un’aula a
tre navate con molti affreschi ed in particolare, nella
cappella alla base del Campanile, da notare quelli
cinquecenteschi del Romanino. Nelle vicinanze sono
interessanti anche S.Maria in Solario, antico oratorio del
monastero con la croce di Desiderio, e S.Giulia, iniziata dal
presbiterio nel 1466 ed ampliata nel 1599.
Tornando un passo indietro su via Musei,
antico decumano, si incontra la piazza del Foro: il più
importante complesso archeologico romano esistente in
Lombardia.
Originariamente si estendeva fino a via
Cattaneo, formando un rettangolo di 139 X 40 metri con una
pendenza di 4,5 metri, che era probabilmente superata con
piani collegati da scalinate.
Gli scavi del 1823-26 e quelli successivi
ne hanno messo in luce solo una parte: il Tempio Capitolino ed
il Teatro a Nord, alcuni elementi del portico orientale e la
Basilica a Sud.
Il Tempio venne costruito nel 73 d.C.
sotto Vespasiano: i resti ricomposti in vari interventi hanno
un aspetto grandioso dato dalle sei colonne corinzie (m.11)
del Pronao enfatizzate dalla scalinata e dall’alto basamento
su cui poggiano.
Sotto il Pronao ci sono i resti di un
precedente santuario repubblicano (I secolo a.C.), mentre
delle due ali porticate rimane solo il basamento ad est, dal
quale si scende nell’ “aula dei pilastrini”di età
augustea.
Dalla quarta cella a destra si accede agli
imponenti ruderi del Teatro Romano: costruito in età più
recente e ricoperto in parte da altri edifici, presentava una
cavea appoggiata al monte Cidneo capace di ventimila
spettatori.
Da qui si può accedere alla zona del
Monte Cidneo, termine coniato nel 1500 per avvalorare la tesi
della fondazione di Brescia da parte del re ligure Cicno, e
del Castello o Pusterla dove, fra tracce di edifici romani e
dell’età del Bronzo, il nucleo più antico risale al XIV
secolo con aggiunte del XVI e del XV. Il grandioso portale di
ordine dorico dà accesso a destra al Bastione di S.Marco, con
il moderno edificio della Specola Cidnea,
mentre nella parte a Nord del complesso fortificato ci
sono il Grande e Piccolo Miglio (1597-98), depositi di
granaglie durante il dominio veneto. Passato il ponte
levatoio, si accede al Mastio Visconteo del 1343 e nel
piazzale a oriente sorge la torre Mirabella.
Nelle vicinanze dobbiamo ricordare anche
il Palazzo Cigola, poi Fenaroli, S.Maria in Calchera
seicentesca, eretta a partire dal 1148, con opere del Moretto
e del Romanino, la quattrocentesca chiesa di San Clemente,
rifatta nel 1800, con opere del Moretto, del Romanino e la
tomba di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, di seguito i
palazzi Martinengo Cesaresco (sede della Facoltà di
Magistero) e Tosio, capolavoro neoclassico del bresciano
Rodolfo Vantini.
Spostandoci verso la zona di piazzale
Arnaldo, importante nodo di accesso alla città, con il
Mercato dei grani, edificio porticato in pietra bugnata opera
di A.Vita e L.Basiletti, troviamo la chiesa di S.Afra in
Eufemia, costruita nel 1462 e rifatta nel 1776, con
all’interno il Martirio di S.Afra di Paolo Veronese, i S.S.
Faustino e Giovita di Palma il Giovane e la possibilità di
scendere nella cripta del XV secolo.
Percorso un breve tratto di strada si
arriva alla Pinacoteca civica Tosio Martinengo ricca di opere
del Rinascimento lombardo: si possono ammirare dipinti di
Vincenzo Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Ferramola, Gambara,
ed inoltre Raffaello, Civerchio, Cariani, Lotto, Tintoretto,
Campi e Pitocchetto.
Poco oltre merita una sosta la chiesa di
S.Angela Merici costruita da Pier Maria Bagnadore nel
1580-1603, danneggiata dalla guerra e ricostruita con la
scoperta di preesistenze paleocristiane: all’interno il
Battesimo di S.Afra di F.Bassano il Giovane, la
Trasfigurazione di J.Tintoretto ed aiuti e i Martiri bresciani
di Palma il Giovane.
Seguendo via del Moretto troviamo i
palazzi Avogadro, ora Bettoni-Cazzago, e Martinengo Colleoni
(sede del Tribunale), la chiesa di S.Alessandro, con
un’Annunciazione e nella predella Storie di Maria entrambe
di Jacopo Bellini, poi, in successione palazzo Poncarali, la
chiesa di S.Lorenzo, palazzo Polini,ora Guaineri, ed infine il
palazzo Averoldi costruito nel 1544.
Quest’ultimo presenta: due cortili,
bello soprattutto il
secondo di Pietro e Marc’Antonio Isabello, ed affreschi del
Romanino e Lattanzio Gambara.
Risalendo verso il centro si incontra la
chiesa dei S.S. Nazario e Celso con importanti opere nella
navata: Cristo Eucaristico del Moretto, Gesù Risorto,Gabriele,
Annunziata e santi capolavoro giovanile di Tiziano del 1522 e
l’Epifania di G.B.Pittoni.
Di fronte da vedere
il barocco
palazzo Fè d’Ostiani ora Materossi con bel portale
marmoreo.
Poco oltre la chiesa di S.Maria dei
Miracoli e S.
Francesco costruita nel 1254-65 in forme romanico-gotiche a
tre navate con importanti affreschi del Moretto e del Romanino
ed il bel chiostro grande, costruzione ogivale del 300.
Seguono altri due palazzi nobiliari il
Palazzo Calzavellia e Salvadego, rifatto nel 1700 da
A.Marchetti con dipinti del Moretto e di G.B.Moroni, e la
chiesa di S.Maria della Pace.
Arrivati alla Torre della Pallata
costruita nel 1248 lungo le mura medioevali a difesa della
porta detta di S.Giovanni si può notare la fontana di P.M.
Bagnadore.
Di sicuro interesse la Chiesa di
S.Giovanni Evangelista originaria
del IV secolo, ricostruita nel 1440-47 e molto rimaneggiata
anche nei periodi successivi, che presenta importanti altari
con la Strage degli innocenti e Incoronazione della Vergine
del Moretto, la Deposizione di B.Zenale, opere del Romanino
tra le quali spicca la Madonna col Bambino e santi e, nel
battistero, la Trinità e santi del Francia e lo Sposalizio
della Vergine sempre del Romanino.
Accanto alla chiesa c’è un chiostro del
XV secolo con tracce di strutture romaniche preesistenti.
Restano da segnalare altre due chiese:
S.Maria del Carmine, iniziata nel 1429 da Giorgio di Montesono
e ultimata dopo il 1460, dall’interno barocco con opere di
Vincenzo Foppa (Evangelisti e Crocifisso) e S.S.Faustino e
Giovita, costruita nel 1620, con all’interno uno stendardo
processionale del Romanino e le migliori tele (Presepio) di
Lattanzio Gambara.
Proseguendo in direzione ovest troviamo il
palazzo Caprioli ed infine la chiesa della Madonna delle
Grazie costruita nel 1522 da L.Barcella con portale del 400.
All’interno si ammirano opere del
Moretto e di F.Maffei ed il cortile rinascimentale che dà
accesso al Santuario degli Umiliati con, sull’altare, una
Natività di scuola foppesca.
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Da
visitare in provincia
Nella pianura: la parrocchiale, la chiesa di S.Maria
Maggiore e la Pinacoteca Repossi a Chiari,villa Avogadro
Negroboni Feltrinelli a Gerolanuova, il centro di Dello, la
parrocchiale di S.Lorenzo con gli affreschi del Tiepolo e
palazzo Gambara a
Verolanuova, il palazzo Avogadro oggi Spada a Bagnolo Mella,
il Palazzo Lechi a Montirone, la pieve di S.Pancrazio a
Montichiari, S.Maria della Rosa ,la Parrocchiale e palazzo
Lechi a Calvisano, la villa Belpietro a Castenedolo, la villa
Romei Longhena a Capodimonte,il Duomo a Lonato, la villa
Avogadro-Fenaroli a Rezzato.
In Valcamonica: le Terme ed il relativo
parco a Darfo-Boario Terme, il centro di Erbanno, il parco di
Luine con 230 superfici istoriate
del periodo proto-camuno ( prima del 6000 a.C.), dell’Età
del Bronzo (2500 – 1200 a.C.) e dell’età del Ferro, la
chiesa di S.Maria Assunta
con importanti affreschi attribuiti a Giovan Pietro da
Cemmo e la parrocchiale di Esine, la chiesa di S.Maria degli
Orti a Bienno, i resti della Civitas Camunnorum romana a
Cividate Camuno con il Museo archeologico, l’oratorio di
S.Antonio a Borno, il convento dell’Annunciata con gli
affreschi del da Cemmo a Ossimo, la chiesa di S.Antonio ed il
Castello a Breno, la strada delle tre valli che unisce la
Valcamonica ,la Val Trompia e, attraverso la Valle del Caffaro,le
Giudicarie, il Parco Regionale dell’Adamello, il santuario
della via Crucis a Bovegno,la chiesa romanica di S.Salvatore a
Capo di Ponte, la Riserva regionale Incisioni rupestri Ceto
Cimbergo Paspardo a Nadro, il Parco Nazionale delle Incisioni
Rupestri di Naquane con la Roccia Grande, il terzo e quarto
masso di Cemmo e le rocce 47,70,50,35,32, la pieve di S.Siro
ed i massi di Cemmo, il palazzo Martinengo e la parrocchiale
dei S.S. Faustino e Giovita a Malonno, il ponte Alto ad Edolo,
l’altare maggiore della Parrocchiale di Ponte di Legno, il
passo del Tonale ampio valico prativo tra i gruppi dell’Ortles
– Cevedale e dell’Adamello Presanella al confine tra
Lombardia e Trentino (dove con
una funivia si
raggiunge il passo Paradiso ed un sentiero o seggiovia portano
al rifugio Presena a m. 2750 con ampi e suggestivi panorami
sulla Presanella e l’alta Val di Sole).
Sulla riva lombarda del Lago di Garda: il
Duomo,il Castello e la villa romana a Desenzano, la Rocca
Scaligera con la darsena, le Terme, la parrocchiale di S.Maria
Maggiore,la chiesa di S.Pietro in Mavino, la zona archeologica
delle Grotte di Catullo con i resti di una villa romana a
Sirmione, il santuario della Madonna del Carmine a Manerba
nella Valtenesi, il palazzo della Magnifica Patria,il Duomo ed
il palazzo Fantoni a Salò, il lago d’Idro e la Rocca d’Anfo,
il Vittoriale degli Italiani abitato da d’Annunzio con il
giardino botanico Hruska a Gardone Riviera, la chiesa romanica
di S.Andrea a Maderno, la parrocchiale dei S.S. Pietro e Paolo
a Toscolano, la chiesa di S.Francesco a Gargnano, il santuario
della Madonna del Monte Castello a Tignale, la forra del
torrente Brasa e la Parrocchiale a Tremosine, le coltivazioni
agricole di Limone del Garda.
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Da
visitare in Franciacorta
La Franciacorta deve il suo nome al fatto di essere
stata “francae curtes” cioè contrada libera “da tutti i
datij, et da tutte le gabelle”, come scriveva nel 1616
Ottavio Rossi.
La subregione che raccorda Brescia al lago d’Iseo e
alla Valcamonica, punteggiata di modesti nuclei abitativi
spesso arricchiti dalle dimore del patriziato bresciano,
presenta paesaggi diversificati: è delimitata ad est da
colline rocciose e moreniche, a ovest dal fiume Oglio, a nord
dall’anfiteatro delle colline moreniche del Lago d’Iseo e
dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche ed a sud dalla
fascia pianeggiante con il Monte Orfano.
Raggiungere la zona è semplice attraverso
l’autostrada A4 con i casellli di Palazzolo sull’Oglio,
Rovato e Ospitaletto oppure in treno con la linea
Milano-Venezia .
L’area è ricchissima di cantine e vigneti che la
caratterizzano anche se lo sviluppo economico ed industriale a
volte ha compromesso l’originalità dei luoghi: qui,nel bene
o nel male, la mano dell’uomo ha segnato i profili delle
colline, l’identità geografica ed architettonica dei paesi,
e la modernità molte volte ha voluto prepotentemente
coniugarsi con la natura e con le profonde tradizioni di un
territorio dalla forte impronta rurale.
Questi contrasti, uniti al lento digradare delle
colline moreniche lasciate dallo scioglimento del ghiacciaio
preistorico e al senso di pace ispirato dagli ordinati
vigneti, sono il fascino di un territorio che sempre più si
sta amalgamando nella consapevolezza della sua vocazionalità.
Partendo da Palazzolo sull’Oglio, centro storico di
origini romane e longobarde, si può vedere piazza Roma
circondata da portici sei-settecenteschi, salire sulla
cilindrica Torre del Popolo (alta 85 metri), edificata
nell’800 sui ruderi della medioevale Rocha Magna ancora oggi
visibili, ed ammirare la campagna circostante.
Meritano, inoltre,
una visita la parrocchiale settecentesca, progettata dal
veneziano Giorgio Massari con all’interno tele del Civerchio,
e la Pieve o Chiesa Vecchia eretta nel 1000, ampliata nel 1400
ed oltre con affreschi di fine 500 attribuiti al Campi e a
P.Marone.
Per gli amanti della canoa e della bicicletta è
interessante percorrere l’Oglio da Palazzolo a Paratico.
Giunti invece a Capriolo colpisce il borgo d’impronta
medioevale arroccato sulla collina e si capisce come per la
posizione strategica il posto fosse conteso fra bresciani e
bergamaschi.
Nel X – XI secolo vi fu costruito un Castello, prima
Comune, poi dimora della famiglia degli Ochi ed infine
convento delle Cappuccine, poi delle Orsoline:oggi è chiuso,
ma si possono vedere i poderosi bastioni. Interessanti anche
il palazzo Lantieri de’Paratico e Berlendis così come la
parrocchiale seicentesca di S.Giorgio con all’interno una
Resurrezione di G. Romanino e il Martirio di San Gervasio e
Protasio di C.Piazza.
Procedendo a Paratico si possono vedere i suggestivi
ruderi del castello Lantieri del XIII secolo, dove la
tradizione vuole abbia soggiornato Dante Alighieri, e toccando
Clusane si arriva sul Lago.
Antico borgo di pescatori famoso per le tinche, qui
cucinate in modo caratteristico nei molti ristoranti che
punteggiano il territorio, e per i naècc tipiche imbarcazioni
dei pescatori locali, la frazione di Iseo è dominata
dall’imponente mole del castello del Carmagnola.
Arrivati ad Iseo con il centro storico medioevale, il
piacevole e rilassante lungolago, i bei ristoranti e bar
possiamo apprezzare una delle più affascinanti località
turistiche del lago.
Il paese alterato nell’800 dal tracciamento del
lungolago conserva ancora la struttura medioevale con il
Castellum a sud-est, su una piccola altura, la pieve a
nord-est ed il mercato affacciato sul lago con il porto.
Il tutto contornato da un dedalo di vicoli, strade
porticate e interrotto da una serie di piazze: la prima
Gabriele Rosa, aperta per collegare nel 1888
la stazione al porto, la seconda Garibaldi, luogo di
mercato con il palazzo Comunale, e la terza Statuto con il
palazzo della Quadra.
Da piazza Garibaldi risalendo via Mirolte si incontra
la trecentesca S.Maria del Mercato ed il coevo castello
Oldofredi (sede della Biblioteca).
Via Pieve conduce alla pieve di S.Andrea, fondata nel V
secolo e ricostruita secondo i dettami cluniacensi nel XII
secolo, con il bel campanile romanico in maiolica ed
all’interno, oltre all’arca tombale gotica del feudatario
Giacomo Oldofredi, si possono notare: il rifacimento
ottocentesco del Vantini con gli affreschi degli Inganni e un
San Michele di Francesco Hayez.
Sulla stessa piazza la chiesa di S.Giovanni Battista,
sorta nel 1700 al posto del battistero, e l’ex oratorio dei
Disciplini (1700), con all’interno un’abside inglobata di
una chiesa romanica affrescata con una Danza Macabra nel 1485.
Da visitare anche la chiesa di San Silvestro ed il
chiostro cinquecentesco dell’ospedale già convento
francescano.
Oltre Iseo si incontrano Sulzano dove vale la pena di
fare una deviazione per salire
fino alla quattrocentesca chiesa di S.Maria del
Giogo,uno degli itinerari più belli del lago, Sale Marasino,
una delle località più caratteristiche con un antico centro
storico e la cattedrale settecentesca dedicata a San Zenone
Vescovo ed a Maria Assunta, Marone, dove inizia il tratto più
scosceso e roccioso del lago, Pisogne con la pieve di Santa
Maria in Silvis del VII secolo, la medioevale torre del
Vescovo e la chiesa di Santa Maria della Neve affrescata verso
il 1533 dal Romanino.
Salendo da Marone a Cislano si possono ammirare le curiose
piramidi di terra con i loro massi sospesi a mo’ di cappello
della Riserva Naturale delle Piramidi di terra di Zone e si
possono fare escursioni sul Monte Guglielmo il più alto della
costa.
Da visitare anche la più grande isola lacustre
d’Italia Montisola con i due isolotti privati di
Loreto e S.Paolo: interessanti i centri di Carzano con Palazzo
Martinengo e la parrocchiale di S.Giovanni Battista , di Cure
con il santuario della Madonna della Ceriola, di Siviano , di
Menzino ai piedi della rocca Oldofredi, raro esempio di
fortificazione a simmetria centrale e pianta quasi quadrata
risalente al 1400, di Peschiera Maraglio dove la parrocchiale
presenta opere di F.Monti .
Ritornando in Franciacorta si incontra il paese di
Provaglio d’Iseo dove sorge il monastero di S.Pietro in
Lamosa fondato dai Cluniacensi nel 1083 divenuto il centro
della rinascita culturale, sociale,economica ed agricola dopo
i secoli bui seguiti al disfacimento dell’Impero Romano e di
quello Carolingio.
Rimangono il chiostro, alcuni edifici e la chiesa
romanica del sec. XI-XII con campanile coevo.
Dal monastero è visibile la sottostante torbiera del
Sebino, zona umida separata dal lago da un sottile cordone
morenico. Sfruttata nella seconda metà dell’800 per la
torba impiegata nelle ferriere, è oggi un biotopo di 354,57
ettari protetto dalla Regione Lombardia.
In paese interessanti i diversi palazzi e ville
nobiliari così come la balòta,
o masso erratico, la salita fino alla Madonna del Corno
a 427 metri ed i resti del vicino castello con le interessanti
escursioni che si possono compiere da qui .
Spostandoci nel cuoe della Franciacorta si incontra
Cortefranca con le sue quattro frazioni: Nigoline, Timoline,
Borgonato e Colombaro.
Pregevoli a Timoline villa Pizzini, la parrocchiale
e la chiesa di Santa Giulia, a Colombaro la
quattrocentesca chiesa di S.Maria e la parrochiale del 700 con
affreschi del Paglia, palazzo Barboglio de’Gaioncelli e la
Villa dei Conti Lana, a Borgonato la Chiesa di S.Salvatore con
i ruderi di un castello ed il bel complesso di proprietà
Berlucchi, griffe storica delle bollicine franciacortine.
A Nigoline da vedere il Palazzo Monti della Corte
edificato nel 1400 e più volte ampliato: al 1600 risale il
corpo centrale che dà su via Contrada della Corte, dove
spicca un imponente portale in pietra di Sarnico, mentre al
1700 si deve l’ala meridionale con la cappella di San
Cornelio (1923), decorata da Carlo Carloni.
Il palazzo, con ringhiere e inferiate realizzate dai
brusafèr, gli artigiani franciacortini del ferro battuto, si
trova di fronte alla parrocchiale seicentesca.
Da ricordare anche palazzo Panciera Zoppola, con
l’oratorio di S.Defendente ed il palazzo Torri.
Molto interessante è la antichissima chiesa di
Sant’Eufemia, fondata nel X secolo all’interno dell’area
cimiteriale del paese, in posizione panoramica.
L’edificio,dove si trovano monumenti sepolcrali di varie
famiglie nobili, fu ampliato nel 1400, periodo a cui risalgono
i pregevoli affreschi che ne decorano l’abside, attribuiti a
Floriano Ferramola.
Segnaliamo, sempre a Nigoline, per gli amanti di questo
sport la presenza del golf di Franciacorta con le sue 18
buche.
Proseguendo verso Adro incontriamo il santuario della
Madonna della Neve sorto nel luogo in cui apparve la Vergine
nel 1519. L’edificio attuale fu edificato nel 1700 e
conserva al suo interno opere lignee del Fantoni e numerosi
ex-voto.
Nelle vicinanze un piccolo, ma interessante Museo della
Seta e del Lino allestito in una ex casa colonica, che
racconta la storia di queste due lavorazioni, tipiche della
Franciacorta.
Adro si trova alle falde meridionali del Monte Alto (651
metri) ed è dominato dalla elegante torre d’avvistamento
ghibellina in pietra che faceva parte, con i residui ruderi
del castello, della cerchia difensiva medioevale. Di
interesse, in collina, la chiesa di S. Maria Assunta, in
paese, il palazzo Pradella e la parrocchiale di San Giovanni
Battista con ricche decorazioni ed affreschi barocchi, una
pala d’altare di scuola del Romanino ed opere lignee del
Fantoni.
Bello anche il palazzo Bargnani – Dandolo, ora sede
comunale, e la chiesa campestre di S. Maria in Favento.
Ad Erbusco notevoli sono la villa Lechi, costruita fra
il XVI ed il XVII secolo, con la inconfondibile sagoma di
stile palladiano, gli ampi loggiati ad U aperti verso sud che
fanno da quinta a moderni vigneti e la elaborata cancellata,
una delle migliori della zona.
Interessanti anche casa Metelli a Villa e la
seicentesca villa Girelli alla Spina, oltre alla pieve di
Santa Maria Assunta del XIII secolo, ampliata nel 400 e
successivamente, con abside romanica e pregevoli affreschi dei
secoli XIV e XVII.
In paese sorge l’accogliente e famosissimo Relais e
Chateaux L’Albereta con Gualtiero Marchesi, uno dei maestri
della cucina italiana..
Oltrepassando il Monte Orfano si incontrano Cologne con
il Municipio, la parrocchiale e la chiesa di S.Eusebio (si
veda il pluteo paleocristiano), i resti di una torre di
avvistamento sul Monte Orfano, il convento dei Cappuccini,
edificato nel 1569 e dopo varie vicissitudini trasformato al
giorno d’oggi in albergo.
In successione giunti a Coccaglio si possono visitare i
resti del castello medioevale su castrum romano, la chiesa di
San Giovanni Battista con opere del Civerchio, la parrocchiale
ed, infine, si può passeggiare sul monte fino al punto
panoramico detto croce di Erbusco.
A Rovato si possono apprezzare, salendo sulle pendici
meridionali del Monte Orfano, la chiesa di Santo Stefano e due
chilometri avanti il Convento della Annunciata.
Costruito dal 1449
al 1503, passato attraverso varie vicende, è stato
restaurato a partire dagli anni sessanta con opere come
l’Annunciazione del Romanino nel coro della chiesa,
pregevoli anche gli affreschi con profeti e sibille attribuiti
a Nicolò Solimano e Liberale da Venezia (1481).
Completano il complesso oltre alla chiesa, la
sagrestia, due chiostri, il refettorio, la Sala del caminetto
e la doppia loggia del lato meridionale da cui si domina la
pianura sottostante.
Sulla cima del Monte Orfano merita una visita la chiesa
di S.Michele costruita sopra una grotta con acqua sorgiva,
antichissima, fu una delle prime chiese franciacortine e
nell’abside affreschi di Bozo da Cremona.
Sempre a Rovato interessante la piazza Cavour con la
sistemazione dell’arch.Vantini(1840), i palazzi Comunale,
Porcellaga ed il barocco palazzo Rovati così come la villa
Terzi progettata sempre dal Vantini nel 1800, i resti del
Castello e la parrocchiale che conserva opere di Palma il
Giovane, Antonio Paglia e G.B.Pittoni.
Da Rovato si riparte con l’itinerario per visitare la
parte orientale della Franciacorta ed il primo paese è
senz’altro Cazzago S. Martino con le frazioni di Calino e
Bornato.
Di sicuro interesse il palazzo Municipale, la parrocchiale con Madonna e Santi di scuola
veneta, villa Bettoni-Cazzago, l’oratorio medioevale di
Santa Giulia ed ancora la chiesa di S.Stefano,villa Calini
(ora Maggi), villa del Cedro e la chiesa di S.Michele con
opere di G.Teosa, villa Bornati in stile rinascimentale,
palazzo Secco d’Aragona con i suoi affreschi, la seicentesca
villa Fanti, Villa Monte Rossa che domina il paese dall’alto
dell’omonima collina, con l’imponente scalinata costruita
su progetto di A Marchetti, ed infine il castello di Bornato
con villa Orlando.
Quest’ultimo costruito all’inizio del Medioevo fu
ampliato nel 1275 da Inverardo de Bornati con una cerchia di
300 m di mura merlate, con torri e contrafforti, fossati e
ponte levatoio che diedero al castello l’aspetto odierno,
nel 1600 fu ricavato un giardino all’italiana sul
contrafforte a mezzogiorno, furono smantellati i merli e si
ottenne così una villa rinascimentale costruita all’interno
di un castello medioevale.
A Passirano venendo da Bornato troviamo il più bel
castello della Franciacorta: con le sue alte mura con merli
ghibellini dal X secolo diede rifugio alle popolazioni
minacciate dagli Ungari. Rimaneggiato nel corso dei secoli
XIII ,XIV e XVIII si presenta come un recinto
fortificato,munito di torri tonde e quadrate con un portale di
origine settecentesca ed un grande cortile interno.
Importante anche villa Catturich-Ducco.
A Monticelli Brusati da visitare la parrocchiale
settecentesca, in bella posizione, il trecentesco santuario
della Madonna della Rosa, già posto di guardia in epoca
remota, ed il palazzo Montini-Pisa.
Ad Ome da vedere, oltre alle Terme con le sue due fonti
(del Maglio da cui scaturisce acqua bicarbonato-calcica e la
Fonte Piccola da cui scaturisca acqua ferruginosa), la chiesa
di S. Stefano, il santuario della Madonna dell’Avello con
affreschi del 1500 e la chiesa di S. Michele d’origine
longobarda, ma rifatta nel 1400 e 1500.
Rodengo Saiano, comune che riunisce due nuclei abitati,
è importante soprattutto per due realtà: l’elegante villa
Fenaroli e la più importante Abbazia di S.Nicola.
Quest’ultima, caposaldo della presenza benedettina
d’obbedienza cluniacense in Franciacorta, è citata come
Priorato nel 1050 e fu trasformata in commenda alla fine del
secolo XIV. Il Monastero passò agli Olivetani nel 1446 che lo
ricostruirono tra il 1450 ed il 1534 con il concorso dei
migliori artisti bresciani. Di interesse: la chiesa ad una
navata con varie opere tra cui un dipinto del Moretto, un coro
di legno intarsiato di C. Rocchi, il chiostro della Cisterna,
la sala del Capitolo, l’antirefettorio con affreschi del
Gambara, la grandiosa galleria al primo piano che conduce alle
celle dei monaci, il chiostro grande, l’appartamento
abbaziale e la foresteria con dipinti del Romanino ( Madonna
col Bambino e San Giovanni, Gesù con la Samaritana e Mensale
con piatti) e verso l’uscita il chiostro più antico
(1455-60) con fregio in cotto sugli archi e capitelli
goticizzanti.
Infine restano da visitare gli ultimi
due centri quello di Gussago e Cellatica.
Nel primo notevole villa Averoldi, oggi Togni, con il
giardino all’italiana, rinnovata nel 1600 e 1700 ad opera di
Gaspare Tubini, la Pieve di S.Maria costruita nel XV secolo,
la parrocchiale terminata dal Vantini con affreschi di
A.Inganni e la Santissima sempre con affreschi dell’Inganni.
Nel secondo gli austeri palazzi patrizi tra i quali
l’ex palazzo Martinengo, la seicentesca villa
Panciera-Zoppola con il suo parco, villa Mazzola con gli
affreschi del Teosa , la Parrocchiale cinquecentesca con una
pala del Paglia e un’ultima cena di scuola del Romanino e,
sopra il paese, il santuario della Madonna della Stella con
una Madonna col Bambino del Romanino ed un organo dell’Antegnati.
Si conclude così l’itinerario tra le colline della
Franciacorta .
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Altre
notizie di interesse turistico
Le
località termali bresciane sono diverse: Sirmione, Boario,
Angolo, Vallio e Ome.
Le aree naturali: il parco Nazionale dello Stelvio, il parco
naturale dell’Adamello,il
confinante parco Trentino dell’Adamello-Brenta, i parchi
regionali dell’Oglio e dell’Alto Garda Bresciano, le
Piramidi di Zone, le grotte di Serle a Gavardo e le caverne
nell’altopiano delle Cariadeghe.
Le aree per attività sportive: da quelle scistiche
praticabili a Ponte di Legno nel comprensorio dell’Adamello
ski con il ghiaccaio Presena, Borno e Montecampione, a quelle
ciclistiche con una ventina di itinerari segnalati solo in
Franciacorta.
Diversi anche i circoli ippici da Erbusco a Paratico, da
Gussago a Passirano e Rovato.
Per
il nuoto, interessanti i parchi gioco con piscine, scivoli ed
idromassaggi dell’Acqua splash a Timoline di Corte Franca e
l’Acqua Dream di Rovato.
Per gli appasionati di speleologia in Franciacorta ci sono 62
grotte: il dislivello massimo lo raggiunge la punta
dell’Orto nel comune di Polaveno, che scende oltre i mille
metri.
Un’altra grotta è la Busa del Quai a Covelo, poco sopra il
Lago d’Iseo che scende fino a 265 metri.
Interessante anche il complesso della Laca-Lachèt: un
corridoio sottoterra lungo 850 metri in località Stallone sul
Monte Alto.
Per gli amanti del Golf, oltre alle 27 buche del campo di
Nigoline, ci sono: Gardagolf Country Club a 18 buche a Soiano
al lago, Golf Club Bogliaco con 9 buche a Toscolano M. e l’Arzaga
Golf Club con 27 buche in località Carzago a Cavalgese della
Riviera.
Innumerevoli
le possibilità di escursioni nelle parti alte delle valli e
lungo le pendici delle montagne all’interno delle aree
protette
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