La Cantina di Nigoline
I Vini
 
     

 

 
Gli appezzamenti Maria Josè e Alessandro, nella parte alta della strada che conduce ad Adro, sono compresi nell'unità di paesaggio dei cordoni morenici principali o secondari con la maggiore consistenza areale nell'anfiteatro morenico sebino e cioè quella occupata dal morenico recente.

I vigneti attualmente coltivati a Nigoline di Corte Franca rientrano nel sistema degli anfiteatri morenici dell'alta pianura e nel sottosistema dei depositi morenici recenti "wurmiani", dotati di morfologia aspra e costituiti da depositi glaciali, subordinatamente fluvioglaciali e fluviolacustri, generalmente poco alterati, con diffusa presenza di pietrosità in superficie e di scheletro nei suoli.

Gli appezzamenti Maria Josè e Alessandro, nella parte alta della strada che conduce ad Adro, sono compresi nell'unità di paesaggio dei cordoni morenici principali o secondari con la maggiore consistenza areale nell'anfiteatro morenico sebino e cioè quella occupata dal morenico recente.
In effetti non si tratta di un sistema particolarmente omogeneo essendo composto dalle cerchie di: Monterotondo (la più alta e meglio dimensionata), Borgonato, Timoline, Cremignane e Clusane.

Con il morenico recente prendono consistenza i depositi e le forme che generalmente si ritrovano e si generano nella porzione interna dell'arco morenico, tipicamente rappresentate da terrazzi più o meno pianeggianti, occupati da morena sovraconsolidata o da depositi di contatto sabbioso-limosi o più fini, ed aree di collegamento in debole pendenza, solitamente occupati da morena di fondo, sulla quale è scivolato il ghiacciaio compattandola.
Nelle porzioni più ribassate delle piane retromoreniche, tra le ondulazioni delle morene di ritiro, compaiono poi depositi glaciolacustri molto fini e colmature colluviali.

La genesi di queste forme e la natura dei depositi ha come conseguenza che, in assenza di una certa energia di rilievo, tendano a svilupparsi fenomeni di idromorfia connessi a ristagni idrici lungo il versante, in presenza di falde, che si muovono parallelamente ad esso in direzione del lago o ristagnanti nelle porzioni più basse del paesaggio.

Nelle aree sommitali o in quelle dei bassi versanti dove, in presenza di coltri di suolo relativamente profonde sono stati compiuti interventi di regolarizzazione delle superfici, di abbassamento della pendenza degli appezzamenti, volti ad ottenere superfici piane o ad ampi gradoni, compaiono i suoli di tipo Foiano nelle concavità e nelle parti più basse degli appezzamenti, e all'opposto, di tipo S.Barbara nei piccoli dossi, nelle convessità e nelle parti alte dei versanti.

I suoli Foiano a pendenza moderata o moderatamente elevata ( Typic Hapludalf fine loamy, mixed, mesic) sono moderatamente profondi o profondi, limitati dal substrato molto calcareo e/o a scheletro abbondante in matrice franco-sabbiosa, o meno frequentemente sovraconsolidato; hanno scheletro frequente, tessitura franca in superficie e franca o franco-argillosa in profondità.

La reazione è neutra nel suolo, la CSC è media, la saturazione alta; non calcareo il suolo è molto calcareo il substrato.
Il drenaggio è buono e l'AWC è moderata o alta in funzione della profondità.

I suoli S.Barbara ( Typic Udorthent loamy skeletal, carbonatic, mesic) sono sottili, limitati dal substrato a scheletro abbondante e fortemente calcareo; hanno scheletro frequente, la tessitura è franco-sabbiosa. La reazione è alcalina, la CSC è media, la saturazione è alta. I carbonati variano in funzione del rimescolamento degli orizzonti inizialmente presenti nei suoli rimaneggiati dalle lavorazioni, che risultano da moderatamente a fortemente calcarei. Il drenaggio è moderatamente rapido ( localmente rapido) e l'acqua disponibile è bassa o molto bassa.

Le loro diverse caratteristiche rendono relativamente complicata la conduzione del vigneto; infatti i S.Barbara possono subire stress idrici relativamente frequenti ed hanno problemi di fertilità e di ritenzione degli elementi nutritivi, problematiche quasi assenti nel Foiano.
C
omplessivamente le fasi fenologiche possono risultare fastidiosamente sfasate. Ai fini dell'interpretazione è considerato prevalente il suolo S. Barbara, anche se localmente possono prevalere i suoli Foiano: tra i due pedotipi esistono, comunque, numerose situazioni intermedie.

Gli appezzamenti del Brolo, Isabella 1 e 2, Madonna della Neve ed Oneto sono compresi nella unità di paesaggio delle superfici di collegamento tra il corpo dei cordoni morenici e le depressioni fra loro interposte.
Ricadono in questa unità aree occupate da depositi colluviali e morenici di fondo.
Sono presenti ricoperture più o meno consistenti, particolarmente diffuse nelle porzioni marginali dei conoidi presenti al piede dei versanti del Monte Alto, tra Colombaro e Clusane, e derivanti dalla ricopertura del morenico di versante.

Le pendenze sono basse o moderate (2-10%) e gli interventi antropici, consistenti in gradonature estremamente ampie, non hanno modificato in modo sostanziale i suoli, generando solamente inclusioni molto limitate di suoli decapitati.

I suoli sono simili ai corrispondenti Foiano a pendenza bassa o moderata (Typic Hapludalf fine loamy, mixed, mesic) già descritti per gli altri vigneti: rispetto a quelli sono comuni le ricoperture, anche consistenti, prodotte da materiali colluviali lungo il versante e sovrapposti al materiale morenico vero e proprio. Altro carattere relativamente diffuso sono le ricarbonatazioni dell'orizzonte superficiale.

 
Gli appezzamenti del Brolo, Isabella 1 e 2, Madonna della Neve ed Oneto sono compresi nella unità di paesaggio delle superfici di collegamento tra il corpo dei cordoni morenici e le depressioni fra loro interposte.
 
   
     

 

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