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VIGNETO
MADONNA, ALESSANDRO, ONETO E BIONDA
ED IL RONCO DELLA SETA BIANCO
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Dati tecnici:
Nome dei vigneti: Madonna, Alessandro, Oneto e Bionda
Località: Adro (Brescia) per i vigneti Madonna ed Oneto
Nigoline (Brescia) per i vigneti Alessandro e Bionda
Denominazione di Origine Controllata e Garantita: Franciacorta
Tipo di vitigni: Chardonnay 50% e Pinot Bianco 50%
Sesto d'impianto:
4 metri tra le file ed 1 m.tra le piante per Madonna ed Oneto
3 metri tra le file e 2,5 tra le piante in coppia per Alessandro
3 metri tra le file e 1 metro tra le piante per Bionda.
Anno di impianto:
1970 per Madonna ed Oneto;
1970 e 1980 per Alessandro;
1966 per Bionda.
Esposizione: est
Altezza sul livello del mare: 234 metri
Tipo di allevamento:
pergola doppia con potatura tradizionale per Madonna ed Oneto
spalliera con cordone speronato per Alessandro e Bionda
Superficie vitata netta: 3,12 ettari
Origine geologica: morenica
Dati catastali:
Foglio 25 del Comune di Adro e mappali 19 parte, 162 e 163 per Madonna
ed Oneto;
Foglio 19 del Comune di Cortefranca e mappali 35, 36 e 28 per Alessandro
e Bionda.
Tipo di conduzione: diretta
Vini prodotti: Ronco della Seta Bianco Terre di Franciacorta.
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Storia:
Le uve dei vigneti iscritti all'albo
della Docg sono annualmente declassate per produrre Terre di Franciacorta:
rispettando così le condizioni più severe sulle rese
per ettaro e di cantina.
Le uve giungono a maturazione in maniera
più compiuta ed adatta alla produzione di vini tranquilli,
con minore acidità di partenza e maggiore volume in alcool.
Il vigneto Madonna trae il nome dal confinante Santuario della Madonna
della Neve, la cui festa si celebra il 5 agosto.
Il Santuario sorto nel
1519, nel luogo in cui la Vergine apparve ad un sordomuto, si presenta
a pianta ottagonale dopo la ricostruzione del 1700.
Nell'ambito del complesso una piccola,
ma affascinante, raccolta completa sulla bachicoltura, la lavorazione
della seta, della canapa e del lino: allestito in un'ala della vecchia
casa colonica del convento, il museo raccoglie anche attrezzi antichi
e ricostruisce le varie fasi della metamorfosi dei bachi e della tessitura
della seta (il Museo è visitabile solo avvisando qualche giorno
prima allo 030 7356623).
Proprio la tradizione di queste lavorazioni
nella zona hanno ispirato la creazione del nome del vino: Ronco della
Seta, la cui prima uscita risale alla vendemmia 1995.
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