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Gli appezzamenti di Scanzorosciate e di Cenate Sotto (in località Loreto ed in località Ca'd'Argon) sono caratterizzati dalla formazione geologica del Sass di Luna Tipico.

Gli appezzamenti di Scanzorosciate e di Cenate Sotto (in località Loreto ed in località Ca'd'Argon) sono caratterizzati dalla formazione geologica del Sass di Luna Tipico.
Tale formazione trae origine dall'Era Mesozoica (cento milioni di anni fa), nel periodo del Cretacico medio e nell'età dell'Albiano: allora la zona collinare bergamasca corrispondeva ad un bacino marittimo.

Le rocce sono costituite dai materiali depositati sul fondo di questo bacino, trasportati dai rilievi prealpini già emersi, e cementatisi.
I terreni vitati sono rimasti sulla roccia madre dalla cui degradazione provengono e alla cui natura sono rimasti più o meno direttamente legati.

Il tipo di roccia della formazione è di tipo calcareo marnosa (contenuto di argilla 5-15 %) in strati di spessore da alcuni decimetri anche a un metro e più, con base siltica ed anche arenitica, progressivamente più ricca in componente argillosa e torbidite (materiale cementato trasportato da correnti fangose sottomarine) pelagica (di mare profondo).

Le caratteristiche fisiche del suolo ( Vertical eutrochrept) presentano una tessitura media del 47% di argilla, 36% di limo e 17% di sabbia, una capacità cationica media di scambio di 22 meq e forti percentuali di smectite ed interlaminato nella composizione dell'argilla.

Le caratteristiche chimiche sono: calcare totale 2%, attivo 0,15%, calcio assimilabile(ppm) 7500, PH 7,5, anidride fosforica (ppm) 23, ossido di potassio (ppm) 232, ossido di magnesio (ppm) 239, ferro (ppm) 21, manganese (ppm) 54; nella terra fine: anidride fosforica totale in parti per milione 740, assimilabile 10, rapporto totale/assimilabile 74, ossido di potassio totale sempre in parte per milione 6600, assimilabile 173, rapporto totale/assimilabile 38.

Il contenuto della roccia madre (calcare marnoso) è: fosforo(P20) 1300, potassio (K20)3600, magnesio(MgO) 6100 calcio (CaCO3) 370.110.
Agronomicamente trattasi di roccia notoriamente geliva che si digrega se esposta all'azione del gelo, ma compatta se coperta.

Su questi terreni la vite resiste più che altrove alla mancanza di piogge, si hanno perdite da dilavamento modeste e i terreni si presentano assai tenaci (e fessurati) se asciutti e plastici, nonché tendenzialmente asfitici, se bagnati.

L'elevato contenuto di argilla, nonché la sua composizione, rendono particolarmente elevata la capacità di ritenuta, nonché la capacità cationica di scambio.

I terreni vitati sono rimasti sulla roccia madre dalla cui degradazione provengono e alla cui natura sono rimasti più o meno direttamente legati.
   

 

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