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Dati
tecnici:
Nome del vigneto: Loreto;
Località: Comune di Cenate Sotto ( Bergamo)
sulle pendici del Monte Giuliano (mt.391);
Denominazione di Origine Controllata: Valcalepio
Moscato Passito di Cenate Sotto;
Tipo di Vitigno: MOSCATO DI SCANZO 100%;
Sesto
d'impianto:
2 metri tra le file ed 1 metro tra le piante;
Anno di impianto: 1992;
Esposizione: prevalente a sud con una parte a sud-sud
est ed un'altra a sud, sud-ovest;
Altezza sul livello del mare: dai 300 metri della parte
bassa, ai 370 della parte alta;
Tipo di allevamento: spalliera a Guyot;
Superficie vitata netta: 0,66 ettari;
Origine geologica: Sass di Luna tipico;
Tipo di conduzione: diretta;
Dati catastali: Foglio n. 6 del Comune di Cenate Sotto
e mappali: 440/A parte, 936, 441;
Vino prodotto: Don Quijote Valcalepio Moscato Passito
di Cenate Sotto.
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Storia:
Il vigneto prende il nome dal
Santuario della Madonna di Loreto, che lo domina nella parte
alta, molto caro alla devozione dei cenatesi, fu eretto a
partire dal 1618 e vi si celebrano tutti gli anni due feste
solenni il 2 agosto ed il 10 dicembre.
Il terreno organizzato a balze
presenta un dislivello di circa 70 metri e la conduzione,
per queste particolari condizioni, avviene quasi totalmente
a mano.
Nella parte centrale alcune querce
proteggono, rinforzando le scarpate ed assicurando l'ombreggiatura,
la piccola stradina di collegamento tra tutte le terrazze
ed i punti d'accesso.
Le piante di vite, qui allevate, derivano da una selezione
aziendale fatta nei vigneti del colle dell'Emnetta scegliendo
i tralci delle vigne più sane e con le migliori caratteristiche
aromatiche.
I tralci raccolti alla potatura
furono innestati dal vivaista Valerio Zenato a Peschiera del
Garda (Verona) con la tecnica del vasetto e furono poste a
dimora la primavera successiva (1992).
Quell'estate, peraltro piuttosto piovosa, fu necessario annaffiare
le piccole piante che attecchirono senza difficoltà
tanto da dare il primo raccolto già nel 1994.
Il vigneto ha raggiunto in questi
anni la piena maturità ed il perfetto equilibrio vegetativo
con una produzione rispettosa della qualità intorno
ai 6500 chili per ettaro: 1,3 chili per pianta.
Il Moscato di Scanzo, a bacca
rossa, è l'unico vitigno autoctono della provincia
di Bergamo e solo dal 1981, dopo tre anni di studi ed osservazioni,
fu iscritto nel catalogo nazionale delle varietà di
vite per uve da vino (vedi il decreto ministeriale del sei
maggio 1981) ed in seguito tra quelli consigliati ed autorizzati
(vedi Reg. CEE n.3800/81).
Per la particolarità del vitigno riportiamo nell'apposita
sezione la scheda ampelografica redatta dal Dott. M. Marengoni.
SCHEDA
AMPELOGRAFICA DEL VITIGNO >>>
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